TRA LUCCA, MODENA E PISTOIA: L’ALPE DELLE TRE POTENZE – LA STORIA

Tra le conseguenze che l’opera riformatrice del vescovo Scipione de’ Ricci provocò negli anni ’80 del secolo XVIII nel territorio pistoiese una delle più significative deve essere considerata la costituzione di nuove parrocchie della diocesi, riassetto che riguardò anche e soprattutto la Montagna.

Nelle valli del Reno e della Lima l’apertura della nuova Strada Ximeniana aveva profondamente modificato l’assetto del territorio e reso necessaria una diversa dislocazione dei pochi insediamenti religiosi. Il vescovo volle visitare personalmente quei luoghi, sino ad allora quasi abbandonati a se stessi, come testimonia nelle sue Memorie: “La lontananza delle strade, la difficoltà dell’accesso, specialmente nei tempi d’inverno in cui le spesse nevi riducevano molte volte impossibile al parroco l’assistere quelle anime, tutto questo faceva sì che queste si trovassero abbandonate” (S. de’ Ricci, Memorie, Firenze 1865).

Con decreto del 2 ottobre 1785 furono istituite tre nuove parrocchie nella valle della Lima, al Melo, a Pian degli Ontani e a Pianosinatico, mentre altre istituzioni riguardarono l’alto bacino del Reno, il crinale appenninico e la zona della Sambuca. La nuova parrocchia del Melo, intitolata a S. Giovanni Crisostomo, che serviva circa sessanta famiglie, venne formata scorporando una parte del territorio della parrocchia di Cutigliano. Anche le altre due parrocchie di Pian degli Ontani e Pianosinatico, rispettivamente intitolate ai SS. Maria e Cirillo e a S. Policarpo furono formate scorporando parte del territorio di quella di Cutigliano.

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