L’itinerario è compreso nel Comune di Pistoia, nella foresta regionale di Collina – Acquerino.

Livello difficoltà: basso.
Tempo di percorrenza ca. 2h.
Dislivello complessivo ca. 300 m.
Altitudine tra 930 e 1081 m s.l.m.

Per arrivare in auto: facilmente raggiungibile sia da Bologna che da Pistoia, dalla SS 64 della Porrettana, arrivare fino a Spedaletto (dopo circa 13 chilometri da Pistoia), dopo aver superato il traforo, prendere la deviazione sulla sx per Spedaletto; è possibile parcheggiare subito dopo il bivio e proseguire a piedi fino all’imbocco del sentiero.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO
L’itinerario micologico inizia dalla piccola località di Spedaletto, ai piedi del torrente Limentra, di antica origine: deve infatti il suo nome all’ospitalità offerta ai viandanti soprattutto nel periodo medievale.
L’itinerario prosegue in direzione Pratino e Stradina e costeggia la strada asfaltata verso la vetta del Passo della Collina (m 930 s.l.m.). Il valico, conosciuto anche come Passo della Porretta, ha antiche origini, sembra addirittura che sia transitato in questa zona anche Annibale durante la seconda guerra punica.
Il percorso prosegue quindi fino al valico e forma un anello attraverso i boschi limitrofi che conducono ai Lagoni e al Monte Pidocchina (m 1296 s.l.m.), seguendo in pratica il tracciato del “Percorso della Linea Gotica” recentemente ripulito e riassestato.
La vegetazione è mista con numerosi impianti di conifere, con pini, abeti bianchi, douglasie e abeti rossi, oggi piuttosto malconci e aggrediti da diversi parassiti; e tratti con dominanza di latifoglie, con castagni, faggi, cerri, noccioli, carpini.
Il sentiero verso Lagoni costeggia il Poggio Orticata (m 991 s.l.m.), con diverse praterie e piante spinose intervallate a castagneti, per riscendere fino alla valle del Reno passando da Pian di Giuliano.
La località della Collina Pistoiese, adiacente all’omonimo passo, divide in pratica le valli della Limentra dalla Valle del Reno.
Il borgo risale al 1847 e nasce in corrispondenza con l’apertura della strada granducale, la cosiddetta “ViaLeopolda”.
Un tempo era conosciuta come una rinomata meta di villeggiatura, divenendo presto anche un’area apprezzata e frequentata dagli appassionati di funghi commestibili, ma l’apertura del traforo del Signorino negli anni cinquanta ne ha ridimensionato notevolmente l’affluenza.
Periodo consigliato: Giugno-Ottobre.

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