L’itinerario è compreso nel Comune di Piteglio; l’area è sotto la gestione demaniale della Provincia di Pistoia.

Livello difficoltà: facile, adatto a tutti.
Tempo di percorrenza ca. 2h.
Dislivello complessivo ca. 100 m.
Altitudine tra 960 e 980 m s.l.m.

Per arrivare in auto: dall’uscita autostradale di Montecatini Terme seguire le indicazioni per Marliana-Femminamorta; giunti a Margine di Momigno prendere per Macchia Antonini. Da Pistoia prendere la SS 66 fino a Le Piastre, da qui girare verso Prunetta e poi per Montecatini, fino a raggiungere il bivio sulla dx che conduce a Macchia Antonini.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO
L’altopiano della Macchia Antonini (m 962), situato in prossimità dell’antico paese di origine medievale di Calamecca, è uno scenario paesaggistico anomalo nel panorama della bassa montagna Pistoiese, solitamente composto da poggetti ravvicinati tra loro, il più alto dei quali è il Poggio Bottaio (m 995) e da pochissimi terreni privi di asperità.
L’itinerario è quindi agevole, con pochissimo dislivello da affrontare, forse anche per questo meta piuttosto gradita per molti raccoglitori di funghi. Il punto ideale di partenza coincide con il grande prato che caratterizza l’area adiacente al monumento.
La tenuta di oltre 200 ettari, compreso il piccolo borgo della Macchia, è composta da una notevole foresta di cerri, molti dei quali centenari, prati, abetine d’impianto (con Abies alba, Picea abies e Pseudotsuga menziesii), faggi, aceri di monte, larici, tuie, betulle e da un piccolo lago artificiale.
La tenuta fu custodita da un ente benefico, l’omonimo Legato Antonini, costituito per gestire la fattoria e il patrimonio boschivo della ex Macchia Grande, lasciata in eredità da un ricco proprietario terriero pistoiese, l’ing. Pellegrino Antonini, al Comune di Pistoia.
Dal 1827, ogni anno, la domenica più vicina al 20 di Agosto viene organizzata la Festa alla Macchia Grande, con mercatini, stand gastronomici e manifestazioni sportive, sui prati circostanziali alla cerreta. La festa fu progettata da Pellegrino Antonini, per lasciare ai posteri un buon ricordo di sé.
L’itinerario micologico può svilupparsi su più fronti, sfruttando la rete di percorsi già presenti in loco: il più semplice e agevole compie un giro ad anello iniziando da un lato del pratone, seguendo i vialetti alberati, per inoltrarsi in boschi di latifoglie, dominati da cerri e intervallati da impianti di conifere, per lasciare presto spazio alla faggeta. In pratica si torna sempre al prato a circa 200 m dal punto di partenza in meno di un’ora di cammino.
Consigliabile una più approfondita escursione dall’altro lato della strada principale, in coincidenza con l’abetina e con la cerreta più estesa.
Periodo consigliato: Maggio-Luglio e Settembre-Novembre.

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