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Data / Ora
Date(s) - 10/03/2018
21:00 - 23:00

Luogo
Il Funaro Centro Culturale

Categorie


sabato 10 Marzo 2018, ore 21

Primo studio
Wild Donkeys/Compagnia Nicolaï-Corsini
A BERGMAN AFFAIR
dal romanzo di Ingmar Bergman

Un progetto di Serge Nicolaï e Olivia Corsini
Regia Serge Nicolaï

Adattamento e drammaturgia di  Clément Camar-Mercier, Sandrine Raynal Paillet

Con Olivia Corsini,  Stephen Szekely , Gérard Hardy,  Andrea Romano

Scenografia Serge Nicolaï        

Collaborazione artistica di  Gaia Saitta

Assistenza coreografica Julie Stanzak

Luci Elsa Revol

Suono Emanuele Pontecorvo

Video Igor Renzetti

Produzione Wild Donkeys, cie Nicolaï/Corsini  con Les Sub-Lyon, la Corte Ospitale, il Funaro, Porto Alegre Em Cena

 

Spettacolo in francese con sottotitoli in italiano

Qui il trailer dello spettacolo https://vimeo.com/246247931

«A Bergman Affair» è un componimento teatrale che si ispira liberamente al romanzo “Conversazioni private” di Ingmar Bergman e che ha l’intento di coinvolgere diversi mezzi di espressione: teatro, danza, marionette e video.

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Approfondimento

 

Dal 28 febbraio all’11 marzo Serge Nicolaï e Olivia Corsini saranno in residenza al Funaro di Pistoia con la Compagnia Wild Donkeys/Nicolaï-Corsini: artisti provenienti dalle più interessanti esperienze contemporanee, dal Théâtre du Soleil, al Tanztheater Wuppertal Pina Bausch (con Corsini e Nicolaï, Gaia Saitta, Julie Stanzak, Stephen Szekely, Gérard Hardy, Andrea Romano, Clément Camar-Mercier, Sandrine Raynal Paillet), qui insieme per la creazione di A Bergman Affair, che andrà in scena al Funaro in forma di “primo studio” il 10 marzo 2018, alle ore 21.00, in occasione del centenario della nascita del regista svedese. Nicolaï – dal 1997 artista del Théâtre du Soleil  per cui è attore, scenografo, assistente alla regia dei film di Ariane Mnouchkine, vincitore con Olivia Corsini del 68° Festival di Locarno, con “Olmo e il gabbiano”, decretato Miglior Film per la seconda giuria –  e Olivia Corsini – attrice del Théâtre du Soleil, protagonista del recente “Democracy in America” di Romeo Castellucci) sono gli artefici di una creazione qui presentata in francese con sottotitoli in italiano, prodotta da Wild Donkeys/ cie Nicolaï/Corsini, con Les Sub-Lyon, la Corte Ospitale, Porto Alegre Em Cena e dallo stesso Funaro e liberamente ispirata al romanzo Conversazioni private di Ingmar Bergman. Lo spettacolo sarà declinato su differenti linguaggi espressivi: teatro, movimenti e manipolazioni ispirati al Bunraku (il teatro di figura giapponese) e video.

Seguendo la trama del romanzo una donna, quarantenne dialoga in successione con il suo pastore, il marito, il suo amante e la madre: i personaggi vengono scenicamente « manipolati » a turno dal regista, che entra sulla scena, applicando così i principi del Bunraku e assumendo quindi il ruolo del celebre Koken giapponese. La scena è quasi vuota, spogliata di tutto, luogo che si trasforma con la presenza dell’attore, stimolo che permetta allo spettatore di riempirla con il proprio immaginario.

Anna, eroina bergmaniana per eccellenza, è prigioniera nella sua vita, straniera a sé stessa: tre figli, un marito che non ama più, un’anima tormentata dalla religione. Essa cede al suo desiderio e fa di Tomas, un giovane studente, il suo amante. Seguono quindi quattro séances individuelles (titolo originale svedese), quattro sessioni di confessioni. La violenza del linguaggio, la passione e il risveglio dei sensi, ora turbati e costretti, ora liberati caratterizzano le sfide verbali di queste discussioni.

In Bergman parla apertamente l’inconscio, si manifestano al pubblico attraverso gli attori i dolori strazianti, le fratture aperte dell’anima, l’intimità viene violata e rivelata con sincerità. « Siamo manipolati, dipendenti cronici, ossimori viventi: abbiamo un bisogno eccessivo di essere presi in carico mente il nostro solo sogno è essere liberi, subiamo l’angoscia di una separazione mentre sogniamo di poter scappare con le notre ali », dice Serge Nicolaï che ha scelto di restituire la sensibilità del regista svedese anche con questa originale forma di Bunraku. Il corpo di chi recita qui è accompagnato, alle sue spalle c’è un’”anima”, una guida, ogni personaggio è doppio. Il corpo è un rivelatore dell’inconscio, dell’intimo, dell’impercettibile, mette in scena ciò che è invisibile nella storia. Il regista/manipolatore è senza lingua, l’attore è come fosse senza corpo. Essi sono il cieco ed il sordo che camminano mano nella mano sul sentiero della vita del personaggio, che è entrambi. Voce e corpo vengono divisi, quindi: conscio ed inconscio, corpo ed anima, umano e divino, amore e desiderio. Questa proposizione integra perfettamente un conflitto essenziale per Bergman come per tutto il teatro e per l’attore stesso: cosa significa essere guidati da altri che sé stessi ? E’ come se il manipolatore, che dirigerà dunque il corpo degli attori potesse rivelare all’attore qualche cosa del personaggio che non potrebbe sapere o che sapeva senza sapere. Lo spettacolo sarà dunque anch’esso in movimento, con costanti margini di sperimentazione, anche durante le rappresentazioni: deve cominciare dall’improvvisazione e continuare a nutrirsene, perché essa sarà lo specchio di un presente vissuto pienamente, ad ogni istante.

La presenza del video, infine rimanda gli spettatori all’impercettibile, il dettaglio, il sangue che gonfia le tempie, la perla di sudore che tradisce, il fremire della pelle in reazione al desiderio, al disgusto. E’ un altro punto di vista, uno strato supplementare all’intimità dei personaggi, ed è anche il centro di confessione dei personaggi, che rivolgendosi alla videocamera rendono complici del loro interrogarsi, rendono testimone direttamente il pubblico.

Dopo lo spettacolo la Compagnia incontrerà il pubblico.

Ingresso: biglietto unico € 12

Spettacolo + cena nella Caffetteria del Funaro € 30.
Per informazioni scrivere a info@ilfunaro.org o telefonare allo 0573 977 225.

Cos’è il Funaro? Guarda qui per scoprirlo!
Se vuoi scoprire cosa c’è in programma nel 2018 segui il link https://www.slideshare.net/elisasirianni923

www.ilfunaro.org

Fondato da Antonella Carrara, Mirella Corso, Lisa Cantini e Francesca Giaconi, il Funaro Centro Culturale nasce nel 2009 e nel 2012 gli vengono riconosciuti il Premio Speciale Ubu e il Premio dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro Un complesso edilizio di 900 mq che comprende uffici, una sala teatrale, due sale prove, una caffetteria, una biblioteca/centro di documentazione, anche sede del Fondo Andres Neumann, e una residenza per artisti e allievi di Laboratori con diciotto posti letto. Le attività del Funaro sono incentrate sulla programmazione di spettacoli, la formazione per professionisti e non, le residenze teatrali, e progetti di varia natura con uno sguardo attento al panorama internazionale declinandolo sull'identità del territorio. Il tentativo di strutturare un'identità con tali caratteristiche nasce di un'idea di teatro come possibilità concreta di scambio e dialogo con il pubblico.

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