Il Palazzo del Comune domina sulla grande piazza con la sua mole di pietra arenaria. Fu costruito in varie fasi tra il 1294 e il 1385. Desta curiosità nei visitatori la testa sulla facciata, a sinistra della finestra centrale: secondo la tradizione sarebbe quella di Filippo Tedici, il traditore che nel 1315 aprì le porte della città a Castruccio Castracani. Oltre al varie sale destinate agli uffici amministrativi del Comune (da menzionare nelle sala Guelfa adibita a Gabinetto del Sindaco “l’Ultima cena” di Alessio Gimignani )  il palazzo ospita il Museo Civico che raccoglie importanti opere d’arte, provenienti dalle soppressioni di congregazioni religiose volute nel Settecento dal vescovo illuminista Scipione de’ Ricci, dalle autorità napoleoniche e dal governo unitario, donazioni e acquisizioni. ordinato secondo un criterio cronologico, ripercorre tutta la storia dell’arte figurativa pistoiese dal Duecento all’Ottocento, abbracciando opere che vanno dalla “Pala di San Francesco” di Coppo di Marcovaldo (XIII secolo) al “Compianto di Cristo” di Lippo di Benivieni (XIV secolo), alle grandi tavole d’altare cinquecentesche di Lorenzo di Credi e Bernardino Detti.  Ben rappresentato il Seicento con opere dei principali pittori fiorentini e soprattutto con quelle del pistoiese Giacinto Gimignani, esponente del classicismo romano fiorito intorno al papa pistoiese Clemente IX Rospigliosi. Chiudono la raccolta le tele ottocentesche a soggetto storico, come quelle di Giuseppe Bezzuoli.   Nello stesso palazzo, al mezzanino, ha sede poi il Centro di Documentazione di Giovanni Michelucci, allestito dopo la morte del grande architetto pistoiese, anche se a breve tale sede starà spostata presso l’ex Ospedale del Ceppo.

 

 

testo  tratto da”Pistoia e provincia, storia, arte, luoghi del benessere e paesaggi”, Touring Club Italiano, 2009

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