AL CONFINE TRA PISTOIA E BOLOGNA: I MONTI DELL’ORSIGNA – LA STORIA

Con il lodo di Viterbo che, nel 1219, pose fine ad una lunga contesa apertasi tra i Comuni di Pistoia e di Bologna si stabilì il confine pistoiese-bolognese esattamente dove si trova oggi il confine amministrativo tra le due regioni dell’Emilia e della Toscana (nonché tra le due province di Pistoia e di Bologna). Un confine stabile nella sua collocazione geografica, ma che non sempre corrisponde al crinale appenninico e che ha visto diverse controparti: inizialmente i due Comuni medievali di Bologna e di Pistoia; poi, dopo la loro collocazione in compagini statuali più ampie, lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana, infine, dopo l’Unità d’Italia e la formazione delle regioni, l’Emilia-Romagna e la Toscana.

Una delle principali direttrici per raggiungere il bolognese, insieme alla strada della Sambuca che seguiva più o meno il percorso della attuale Strada Porrettana (SS 64), era rappresentato da uno degli antichi itinerari della cosiddetta “via lombarda”, oggi praticamente ridotto a sentiero, che portava dal territorio di San Marcello Pistoiese, fino a Corno alle Scale.
Il suo percorso è ben dettagliato nella topografia militare del 1747, pubblicata da Andrea Ottanelli. Da Pistoia, attraverso le Piastre, Pontepetri e Maresca il confine “alla sommità dell’Alpi” era raggiungibile dopo circa 13 miglia e mezzo di strada (circa 23 chilometri), considerata “buonissima e quasi sempre piana. Lasciando Maresca, per andare nel Bolognese si piglia su la dritta e si montano le Alpi. I vetturali sogliono passare per questa strada ove non manca né legna, né acqua”.

Una possibile alternativa, praticabile peraltro solo dalla fanteria era rappresentata dai percorsi lungo il Reno, da Pontepetri a Pracchia, ai Bagni della Porretta, oppure dalla “viottola, per la quale, passando il fiume Orsigno sopra un piccolo ponte distante un quarto di miglio dal Reno, si va nel Bolognese”, per il passo di Porta Franca o per quello del Termine (A. Ottanelli, La viabilità montana pistoiese in un documento di topografia militare del XVIII secolo. Prima parte, “Bullettino Storico Pistoiese”, XCV, 1992).

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