Dal parcheggio del piazzale del municipio (m 504) si attraversa il ponte sul torrente Limentra, si prosegue a destra per alcune decine di metri e poi nuovamente a destra fino alla chiesetta all’interno del paese. Da qui si attraversa il ponte di pietra e si seguono i segnali bianco-rossi del sentiero CAI n.165.

Superate alcune case, si imbocca la vecchia mulattiera ancora ben conservata che, salendo ripidamente con strette curve, si collega con il Convento di S. Maria del Giglio. Dal convento si prende la strada asfaltata e in pochi minuti si raggiunge Sambuca. Le vie all’interno dell’antico borgo medievale sono ancora lastricate e costeggiate da muri a secco; all’ingresso del paese una bella fontana in pietra serena accoglie il viandante assetato.

Raggiunta la chiesa di S. Giacomo si continua a salire e in breve si giunge ai ruderi delle mura e della rocca (m 736) da dove si gode una suggestiva vista della valle del Limentra. Il nome “Sambuca” sembra provenire da quello di una macchina da guerra romana, a forma di torre, o, più probabilente, è un fitonimo derivato da Sambuco (Sambucus nigra), arbusto comune nei boschi e nelle radure della zona.

L’antico fortilizio, di cui restano pochi avanzi, conservava ancora nel sec. XIX parte dell’antica struttura, le mura merlate e la torre pentagonale.

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